lunedì 3 settembre 2007
martedì 17 luglio 2007
cambiamenti
Mi è stato fatto notare che è da molto tempo che non posto più nulla. Il punto è che - per dirla con una banalità - quando la vita è piena hai veramente poco tempo per pensare a quello che stai facendo. Il che, tra l'altro, non è sempre un male, visto che a volte con la scusa di pensarci, finisce che le cose non si fanno mai. Dicesi che sia vero anche l'opposto - che se uno ci pensa, magari fa meno cavolate - ma in questa occasione propendo per la veridicità della prima ipotesi.
Insomma vorrei mettervi a parte di un grosso cambiamento, ma così grosso che dovrete girare pagina dell'Altlante Geografico De Agostini. Così grosso che dovrò scrivere un profilo più lungo: abbiamo fatto aliyah! Ci siamo trasferiti in Israele, a Gerusalemme!
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Sara
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venerdì 1 giugno 2007
con un poco di zucchero
Shavu'ot, tempo del dono della Torà - o come diciamo dalle mie parti la pasqua di rose - se n'è andata la settimana scorsa. Così se ve va nei fatti un anno ebraico. Perché sì, è vero, ci sarebbero i digiuni estivi e poi vabbè Shabbat resta tutte le settimane... ma diciamocela tutta, chi è se ne va al tempio di venerdì sera alle 20.30, che ne so a Firenze o a Torino, con l'estate alle porte? Meglio andarsene al mare, no? Tanto, se proprio uno vuole, c'è sicuramente qualche campeggio lubavich nelle vicinanze. Quelli sono dappertutto.
Comunque per salutare le feste passate e portarsi ancora un po' della dolcezza della nostra Torà, o per chi voglia più semplicemente di addolcirsi la vita, una ricettina questa volta non italiana, anche se un po' rivista dalla sottoscritta: la cheese-cake o Quarksahnetorte, a seconda che la si mangi nel nuovo o nel vecchio continente.
Ingredienti:
250 gr. di biscotti secchi
4 cucchiai di burro fuso
500 gr. di ricotta e 150 gr. di mascarpone
oppure: 400 gr. di philadelphia (o simili) e 250 di ricotta
1/2 tazza di zucchero
2 uova
2 cucchiai di farina
1 bustina di vaniglina
Frullate nel mixer i biscotti e unite piano il burro fuso. Tirate l'impasto fuori dal mixer e mettetelo su una teglia (meglio a cerniera e ricoperta di cartaforno). Premete ben bene in modo da creare uno strato compatto e uniforme sul fondo. Mescolate tutti gli altri ingredienti e versate sopra la base. Cuocete a forno basso almeno per 30 min. o fino a che la superficie non si è colorita. Fate raffreddare bene e servite. A lato può essere gradita della cioccolata fusa o con una rapida marmellatina di fragole a pezzettoni, fatta saltando in padella fragole con poco zucchero.
Yummi!
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Sara
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mercoledì 16 maggio 2007
mercoledì 2 maggio 2007
Se otto ore vi sembran poche
Otto ore di lavoro giornaliere non sono una cosa logica, i permessi di gravidanza non sono scontati. Per chi non lo sapesse: lo sfruttamento del lavoro minorile non è una recente conseguenza della globalizzazione.
Oggi ho visto il tg e sono rimasta allibita.
Intervista n.1:
Giornalista: Il concerto è dedicato alle morti bianche. Sai cosa sono?
Ragazzo: No.
Giornalista: Sono le morti sul lavoro. In Italia ce ne sono 3 al giorno.
Ragazzo: Ah.
Intervista n.2:
Giornalista: Il concerto è dedicato alle morti bianche.
Ragazza: Ah sì?
Intervista n.3:Giornalista: Il concerto è dedicato alle morti bianche.
Ragazzo: Ah sì. Mi sembra giusto ricordarle, perché ce ne sono state molte di recente. [pensiero di coda: ma che c'entrano col concerto?]
Proprio durante la lotta per le 8 ore, nel 1886 negli Stati Uniti, la Federation of Organized Trades and Labour Unions (il sindacato insomma) invitò gli operai americani a rifiutarsi di lavorare più di otto ore al giorno a partire dal 1° Maggio: in dodicimila fabbriche degli Stati Uniti 400 mila lavoratori incrociarono le braccia.
Nella sola Chicago scioperarono e parteciparono alla imponente manifestazione 80 mila persone. Nei giorni successivi scioperi e manifestazioni proseguirono e la tensione salì alle stelle. Il lunedì successivo la polizia fece fuoco contro i dimostranti radunati davanti ad una fabbrica per protestare contro i licenziamenti e causò quattro morti. Per protesta, fu indetta una manifestazione per il giorno dopo. Mentre la polizia si avvicinava al palco per interrompere il comizio, fu lanciata una bomba. I poliziotti aprirono il fuoco sulla folla. Alla fine si contarono otto morti e numerosi feriti.
Ci fu una feroce repressione in molte città. La polizia continuò a sparare contro gli operai e le sedi dei sindacati e dei partiti dei lavoratori furono devastate e chiuse, i dirigenti vennero arrestati. Per i fatti di Chicago furono condannati a morte otto noti esponenti anarchici nonostante non ci fossero prove. Due di loro ebbero la pena commutata in ergastolo, uno venne trovato morto in cella, gli altri quattro furono impiccati in carcere l'11 novembre 1887.
Nel 1890, per la prima volta il 1° maggio si ebbero manifestazioni simultanee in tutto il mondo e nel 1891 la festa dei lavoratori diventò permanente.
Infine, per chi fosse curioso o si fosse anche solo chiesto una volta come mai piazza San Giovanni a Roma, ecco una spiegazione: nel 1891 a Roma la manifestazione del 1° maggio fu convocata in piazza Sianta Croce in Gerusalemme, nel pressi di S.Giovanni. La tensione era alta, ci furono tumulti che provocarono diversi morti e feriti e centinaia di arresti tra i manifestanti.
Ecco dunque da dove viene il 1° maggio. Ma fortunatamente adesso i nostri ragazzi possono tranquillamente starsene in piazza San Giovanni. E possono serenamente continuare ad ignorare che cosa siano le morti bianche.
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Sara
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