domenica 18 gennaio 2009

Caro diario

Stufa. Sono stufa di sentire le notizie che vengono dalla manifestazione di ieri di Roma, dalla marcia per la pace di Assisi, dalla sinagoga di Firenze, dalla bocca di D'Alema e dalla trasmissione di Santoro, dalla Francia, da Londra, da Amsterdam,...
Allora ho deciso di fare una cosa un po' morettiana. Presente Caro diario dove Nanni Moretti raccoglie e cataloga tutti gli articoli che lo hanno fatto incazzare fino a creare un unico grande giornalone in cui si avvolge? Alla fine poi butta via tutto. Bene ho bisogno di un momento catartico del genere. Ne sento il bisogno. Il bisogno di disintossicarmi. E allora ho deciso di mettere qui sotto a mo' di collage degli articoli che mi hanno fatto molto incazzare e/o preoccupare in questi giorni di guerra. Non perché siano tutti quelli che mi hanno fatto uscire dai gangheri, ma così, semplicemente perché mi capitano in mano.

Anglo-Jewry is in the middle of the worst outbreak of antisemitism in Britain since the Community Security Trust started keeping records a quarter of a century ago. Since the start of the Israeli offensive into Gaza on December 27, more than 150 incidents across the country have been recorded. (The Jewish Cronicle)

Foto da manifestazione a Londra

A guidare migliaia di persone, per pochi minuti, un bambino, Nidhal, appena sette anni, gli occhi neri, così come i capelli. La madre è tunisina, mentre lui è nato in Italia. Dopo aver visto le immagini di guerra sulla tv ha avuto un incubo: "Ho sognato che uccidevano pure me", ha spiegato poi al megafono con la sua voce di bimbo: "Palestina mia mia, Israele via via".

Altre foto dal corteo di Roma




Continuano gli attacchi indiscriminati a ospedali e a personale medico... Invito allora Israele a sganciarci addosso una delle sue tante bombe atomiche che tiene segretamente stivate contro tutti i trattati di non proliferazione nucleare. Ci tiri addosso la bomba risolutiva, terminino l'inumana agonia di migliaia di corpi maciullati nelle corsie sovraffollate degli ospedali che ho visitato. [Le menzogne deliberate e la costruzione ideologica dell'odio de Il Manifesto, L'Internazionale]



Corteo con due deputati in Olanda «Hamas, Hamas, gli ebrei nelle camere a gas!»

Bomba rudimentale alla sinagoga. La miccia si è spenta subito.
L'ordigno era fatto con una bomboletta da campeggio e con della carta è stato ritrovato nella casa Schabat

sabato 17 gennaio 2009

TG delle 8

da Eretz Nehederet, meravigliosa trasmissione satirica.
12 gennaio 2009

GIORNALISTA: Mi trovo tra le macerie di Gaza. Esattamente qui Gesù bevve dal Sacro Graal. E lì gli Israeliani oggi bevono il sangue dei Palestinesi
DONNA: Oddio! Oddio!
GIORNALISTA: Questa è Nadin, vive proprio qui. Ma la sua casa è stata colpita dai missili proprio da là.
DONNA: Gli ebrei ci hanno tagliato l'acqua, l'elettricità. Come possiamo vivere?
GIORNALISTA: Sta dicendo: Gli Israeliani mi hanno ucciso il marito e poi hanno violentato mia figlia.
DONNA: Tutta la notte aereoplani, Bum bumbum bum. Il soffitto stava crollando...
GIORNALISTA: ["traducendo"] Gli aereoplani hanno lanciato un drago su di noi. E il drago ha stuprato mia figlia. Un drago con lo streimel... il tradizionale cappello ebraico.
*****
GIORNALISTA: Per capire che cosa succede qui ascoltiamo il portavoce dell'esercito Avi Banihau che si trova qui lì e dovunque.
PORTAVOCE: Di nuovo vorrei sottolineare che Zahal sta facendo il possibile...
GIORNALISTA: ["traducendo"] Sono così grosso perchè oggi ho mangiato due bambin palestinesi. Questo è il nostro cibo tradizionale. Mio moglie sa cucinare degli ottimi Palestinesi. Grazie Avi.
PORTAVOCE: Grazie mille.
GIORNALISTA: Buona guerra.

Mica tanto diversa, da quel che sento, dai TG italiani.

giovedì 15 gennaio 2009

mercoledì 14 gennaio 2009

sproporzioni

martedì 13 gennaio 2009

boicottaggio globale

Sono d'accordo con chi dice che a far le cose bene ci vorrebbe un boicottaggio globale e non solo dei prodotti israeliani.
Credo che chi si mette a fare distinguo tra Israele e ebrei stia nascondendosi dietro a un dito e faccia torto alla acutezza della propria capacità di ragionare. Sì perché, vedete, voi signori e signore del boicottaggio, avete ragione: è inutile fare distinzioni tra prodotti israeliani e prodotti di ebrei, tra Israele e comunità della diaspora. Il vostro intuito ve lo aveva suggerito. La vostra analisi ve lo ha confermato. Certo che un po' di opportunismo politico (eh sì, dài, che un po' ce l'avete anche voi) vi ha portato a, come dire, non enfatizzare la polemica, a creare dei distinguo. Ma non chiamiamolo neanche opportunismo. E' mestiere, buon mestiere.
Ma francamente, da amica e da persona che conosce il mondo ebraico dall'interno, vi esorto: restate fedeli alla vostra purezza! Siete perfettamente coerenti se operate un boicottaggio globale di tutto ciò che puzza (ma sì diciamolo) di ebraico.
Così, prima di spengere per sempre il vostro computer che gira con Intel Pentium (prodotto da boicottare, ma questo già lo sapete), vi prego di dare ancora qualche secondo e qualche centesimo allo strapotere israeliano e di leggermi.
Vi svelerò un segreto.
Lo vedete quel negozio di vestiti lì in fondo alla via, lo sapete tutti che i proprietari sono ebrei, giusto? Bene, non comprate da loro. I proprietari hanno prenotato un posto al cimitro di Har haMenuchot a Gerusalemme perché almeno da morti ci vogliono andare in Terra di Israele. E tutti gli anni pagano l'affitto allo Stato di Israele. Fanno girare l'economia, come si dice.
La vedete invece quella librerietta lì? Carina vero? Tanti bei libri, tiene anche l'usato. Anche lui è ebreo si sa. Però lui è un compagno e anzi pure critico di Israele. Ecco, non comprate neppure lì. Hanno il nipote che è emigrato in Israele e tutti gli anni (cuore di nonni) gli mandano dei soldi perché - sapete - dopo il militare, è andato all'univerisità e, anche se lavora nel frattempo, ha bisogno di un autino economico. Pagano tutti gli anni parte delle tasse di iscrizione al nipote, cioè al Ministero israeliano dell'educazione.
Infine, presente quel banco al mercato che ha tanta roba carina e a poco? Ecco, neanche lì comprate. La proprietaria non è neanche ebrea. Suo padre lo era. Però tutti gli anni il giorno della morte del padre svuota il bossolo del Keren Kayemen LeIsrael che ha a casa e fa piantare un albero in nome di suo padre in Israele, perché lui ci teneva tanto.
Il segreto di Pulcinella: non c'è ebreo o persona legata all'ebraismo che non sia legata ad Israele e che una volta nella sua vita non abbia dato un centesimo a Israele, che non abbia fatto "girare l'economia di quel Paese". Perché c'è una questione di fondo: non c'è qualcosa come la religione ebraica separata dall'appartenenza al popolo ebraico e dal legame con la Terra di Israele.
La caccia comincia.