lunedì 21 luglio 2008

Ma allora è a questo che servono!

Sembra che tutte le mie amiche in Italia e non, quest'anno si siano messe a figliare. Neanche ci fossimo messe d'accordo. Le esperienze che vengono dalle sale parto sono le più disparate. Ancora più disparate sono le notizie che arrivano una volta tornate a casa. Pannolini. Notti in bianco. E le poppate.
Se non ho capito male, in Italia si tratta anche di un problema "politico", dopo la manifestazione delle mamme in piazza con poppata collettiva di un mese fa. Ma da qui tutto sembra molto lontano. Nessuno si sognerebbe mai di dire che stai facendo un atto osceno in luogo pubblico se allatti tuo figlio al ristorante o in un parco.
Al di là della questione pubblica, però è l'aspetto personale che mi ha lasciata perplessa. Dalla testimonianze di vita vissuta pare che questa attività propria di tutti i mammiferi si stia atrofizzando nella specie umana. Perché il bimbo non si attacca. Perché le è andato via il latte. Perché ha avuto il cesareo... La cosa mi ha talmente impressionata che mi sono pure messa a guardare, tra una poppata e l'altra, i forum di allattamento. E, incredibile a dirsi, ecco le stesse situazioni e a quanto pare soprattutto gli stessi consigli dei pediatri.
Caso I - "Pesi il bimbo prima, poi lo tenga attaccato solo cinque minuti per seno. Tanto poi non tirano più latte, ciucciano solo perché gli piace. Poi lo ripesi e quel che manca alla quantità X che ho detto glielo dia di artificiale."
Caso II - "La bambina piange dopo pochi minuti che si è attaccata? Si vede che ha poco latte. Gli dia la giunta di artificiale."
Caso III - "Se ha fatto il cesareo, non può mica avere il latte."
In base alla mia scarsissima esperienza di quasi 5 mesi, di fronte a queste risposte di dottori mi sorgono solo delle nuove domande.
Caso I - Come mai le ostetriche e la letteratura sull'argomento dicono che il minimo di una poppata che sazi per un bel po' un bimbo sono 20 minuti e che anzi bisogna avere un bel po' di pazienza soprattutto all'inizio? E poi anche se il bimbo restasse sul seno per piacere, ci sarebbe qualcosa di male? Dove sta scritto che con l'allattamento diamo solo latte ai nostri cuccioli?
Caso II - Come mai non è venuto in mente a questo signor dottore che forse la bimba ha soltanto un ruttino da fare? Se ci sono arrivata io da sola, perché non dovrebbe arrivarci un laureato in medicina? Inoltre, non lo sa il dottore che meno latte si tira e meno ce n'è?
Caso III - Come mai tutte le donne che ho visto in ospedale io che hanno fatto un cesareo stavano allattando? Perché esisterebbero delle posizioni per allattare in modo più comodo dopo un cesareo, se fosse fisicamente impossibile avere il latte?
Insomma, capisco perfettamente la sfortuna. Ci sta nella vita e ho nel cuore tutte le mamme che per un problema o per un altro non possono allattare. E mi dico, meno male che adesso ci sono anche dei buoni latti artificiali. Ma può starci la sfiga di qualcuna, non la debacle del versante femminile del genere umano!
Che cos'è dunque che non funziona, visto che fino a prova contraria sono millenni che le tette sono prodotte secondo lo stesso modello?
La mia impressione è che a mancare siano soprattutto qualche iniezioni di fiducia in se stesse e di pazienza alla mamma, la certezza di non essere sole e sapere che le cose vanno esattamente come devono andare. Soprattutto, dai racconti che mi arrivano dall'Italia mi pare che manchi un supporto immediato e continuato. Perché -sì- dà tante soddisfazioni allattare, ma può essere anche pesante. Tanto pesante.
La mia esperienza qui all'ospedale Hadassah di Gerusalemme è stata molto diversa. Quando il mio piccolo è nato di poco più di 2 chili alla fine dell'ottavo mese di gravidanza, era palesemente troppo debole per ciucciare direttamente il latte dal seno, ma assolutamente bisognoso di prenderne in abbondanza e in modo costante. Un po' sconsolata per come era andato il parto e davanti a quello scricciolo che davvero avevo paura di rompere, mi sono vista avvicinare da una matronesca infermiera russa. Per prima cosa ha cominciato a far collaborare mio marito (il quale certo voleva farlo, ma come me non sapeva da dove cominciare) e lo ha spedito a prendere in comodato una macchinetta tira latte. Poi a quattr'occhi mi ha spiegato come usarla. Mi ha detto che ce la potevo fare, che la macchinetta poteva aiutarmi ad avere il latte fino a che Dov non fosse stato in grado di prenderlo da solo. Che non mi dovevo preoccupare se all'inizio era poco, che sarebbe venuto di sicuro e che in ogni caso lei era lì. Che la chiamassi.
Ho vivissima l'immagine di quando ho portato i primi cc di colostro all'infermiera. Fiera come avessi fatto le uova d'oro. Ma anche con una grande paura perché vedevo che era poco. Mi ha fatto i complimenti (come fossi stata una brava mucchina...). Con cura ha preso una siringa e lo ha messo nel bakbuk di Dov e me lo ha dato.
Sentire di star facendo una cosa importante, che solo io potevo fare e che proprio per questo meritavo tutto il supporto possibile.
Proprio per questo consiglio due cose.
Per chi si trovasse in situazioni di emergenze provate a contattare la Leche League (c'è in tutto il mondo).
Per chi ancora fosse in tempo per prepararsi, consiglio di leggersi: So that's what they are for! di Janet Tamaro. Un consiglio di una amica americana: spassosissimo e utilissimo.

lunedì 7 luglio 2008

indipendence day

Pensando a tutti gli amici che questo anno mi hanno fatto capire la loro America.
Hope you had a happy July 4th!



IF I HAD A HAMMER (The Hammer Song)
words and music by Lee Hays and Pete Seeger

If I had a hammer
I'd hammer in the morning
I'd hammer in the evening
All over this land
I'd hammer out danger
I'd hammer out a warning
I'd hammer out love between my brothers and my sisters
All over this land

If I had a bell
I'd ring it in the morning
I'd ring it in the evening
All over this land
I'd ring out danger
I'd ring out a warning
I'd ring out love between my brothers and my sisters
All over this land

If I had a song
I'd sing it in the morning
I'd sing it in the evening
All over this land
I'd sing out danger
I'd sing out a warning
I'd sing out love between my brothers and my sisters
All over this land

Well I've got a hammer
And I've got a bell
And I've got a song to sing
All over this land
It's the hammer of justice
It's the bell of freedom
It's the song about love between my brothers and my sisters
All over this land

giovedì 3 luglio 2008

a quattro mesi

Dov ha quattro mesi e una settimana.
A quattro mesi Dov mangia solo il mio latte. E lo vuole solo da me. Se devo uscire e glielo metto nel bakbuk, così glielo può dare il babbo, lui non lo vuole. Fa lo sciopero della fame fino a che non torno.
A quattro mesi Dov adora addormentarsi sul mio seno dopo aver mangiato. In tanti mi dicono che sarebbe meglio non fargli prendere questa abitudine, ma a lui piace tanto. E anche a me.
A quattro mesi Dov ha imparato a ridere a voce alta. Tutte le volte che gli faccio delle facce strane si mette a ridere forte.
A quattro mesi Dov si sente dire almeno mille volte al giorno che la sua mamma gli vuole tanto bene e che sarà sempre con lui.
A più o meno quattro mesi è anche possibile perdere la propria mamma. Portata via da una ruspa con alla guida un terrorista assassino.

http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3563428,00.html

martedì 3 giugno 2008

il settimo giorno

Ieri abbiamo avuto molte ragioni per festeggiare
il giorno della riunificazione di Gerusalemme nel 1967,
al termine della Guerra dei Sei Giorni.

Nel 1948 alla fine della guerra di indipendenza, la città vecchia è parte del Regno di Giordania.
Gli ebrei che vivono nella città vecchia vengo espulsi dai giordani.

Il quartiere ebraico sotto la Giordania viene ridotto in rovine (1948-1967).

L'unica possibilità di vedere l'Har HaBayt (Monte del Tempio) da Israele
è dal tetto della tomba di David, fuori dalle mura.

Tra Israele e Giordania passa il confine, la cosiddetta green line.

Sul confine si estende una vasta no man's land sia dal lato giordano...

...sia dal lato israeliano.

domenica 25 maggio 2008

lag ba-omer

Venerdì scorso abbiamo festeggiato Lag ba-omer.
Siamo a mezza strada tra Pesach e Shavuot, nel mezzo del deserto.
Già fuori dall'Egitto, dalla cecità della schiavitù,
ma ancora non sappiamo dove ci porteranno tutte le possibilità che abbiamo di fronte a noi.
Un pensiero speciale a Gal, David, Dahlia e Tikva (ti aspettiamo).