martedì 6 maggio 2008

tortino di azzime

Questa ricetta l'ho promessa da ormai troppo tempo alla Luvi (dalla famosa cena di fine Pesach all'ashkenazita). A dire il vero questa è la mia versione del tortino di azzime e spero di non sconvolgere nessuno.

Ingredienti:
- azzime sottili
- 1 kg di piselli
- 1/2 kg di spinaci o 1 kg di zucchine
- 6 carciofi
- brodo o acqua
- ragù abbondante (per i miei gusti è fondamentale che ci si senta il profumo dei chiodi di garofano)
- cipolla e aglio
- sale e pepe
- olio e.v.d'o.

Cuocete tutte le verdure separatamente, rosolando bene gli spinaci e i carciofi con l'aglio e i piselli e le zucchine con la cipolla. Poi unitele. Ungete con olio una teglia con i bordi alti e spolveratela con farina di azzime. Bagnate alcune azzime nel brodo freddo (attenzione che siano ancora solide quando le tirate su, sennò viene 'na schifezza). Formate sul fondo della teglia uno strato di azzime. Coprite con uno strato di verdure e con uno di ragù. Poi di nuovo azzime ammollate, verdure e ragù. Procedete fino a finire gli ingredienti. Conviene bagnare le azzime volta per volta. Cuocete in forno medio per un'oretta.

PS:
cercando immagini adatte a questo post (che non ho trovato) sono capitata su questo sito http://www.ilmangione.it/magazine/articolo.php?id_articolo=227 dove si scrive "Erbe amare, lattuga e pane azzimo: ecco la tipica cena della Pasqua ebraica". Non so il livello di questa rivista gastronomica, ma la cosa suona alquanto ridicola.

giovedì 1 maggio 2008

perché sono qui

In questi giorni ho conosciuto via internet una ragazza italiana di Mantova. Anche lei ha avuto un bimbo da poco, ci scambiamo esperienze, idee, lamentele sulle notti in bianco. Stamani mi ha chiesto perché sono qui. Stasera ho le idee più chiare sulla risposta.
Stasera sono iniziate le commemorazioni per Yom HaShoah. No - non dirò la banale verità che sono qui perché sono sionista e penso che se ci fosse stato uno Stato ebraico, la Shoah non ci sarebbe stata.
Stasera sono iniziate le commemorazioni per Yom HaShoah e sto guardando la televisione. Su Arutz-10 è passato un programma che si chiamava "I bambini della foto" (quella qui sotto). In questo film-testimonianza i bambini, ora adulti, sono alcuni dei pochi sopravvissuti agli esperimenti ad Auschwiz di Mengele. E con questo non voglio neppure dire semplicemente che sono qui perché stasera mi fa male sentir piangere mio figlio, anche se è solo perché ha il pannolino sporco.
Le cose sono un po' più complicate.

Quando ero ancora alla SSIS (scuola di specializzazione per l'insegnamento secondario), ho fatto tirocinio per insegnare Scienze Umane in un istituto professionale e ho avuto come tutti un tutor. Questa signora del tutto priva non solo di conoscenze, ma anche di qualità umane, ebbe l'idea di organizzare delle lezioni in occasione della Giornata della Memoria. Con la scusa che insegnava psicologia, il tutto si ridusse alla presentazione di alcuni fra i tanti profili psichiatrici di Hilter ed altri illustri, tra cui appunto Mengele.
Non so, forse è solo una mia mania personale, ma non riesco a sopportare nessuna di queste "psichiatrizzazioni" della Shoah. Dei pazzi con deliri di onnipotenza hanno preso il comando del mondo ed hanno ucciso milioni di loro simili, di bnei adam, esseri umani. E tra questi milioni erano miei simili. Cosa vuol dire? Come può essere? Voglio qualcosa di storicamente spiegabile per cercare di guardare l'inspiegabile. Dove sono le teorie sulla società di massa? Le origini culturali del Terzo Reich? E' l'unico modo in cui tutto questo mi fa meno male.
Ma non è neppure solo questo, che capisco sia forse solo una mia fissazione, un mio tentativo di razionalizzare. Ci fu un di più, che è la mia risposta alla domanda su che cosa ci faccio qui. La signora concluse la presentazione del profilo psichiatrico di Mengele, sottolineando che come tutti i pazzi aveva la sua lucidità ed era a suo modo geniale. E affermò la cosa più falsa e abominevole che abbia detto in queste sue lezioni: che gli esperimenti e studi sui gemelli di Mengele siano alla base della genetica moderna.
Ho almeno una parte della mia risposta alla domanda perché sono qui ed è una domanda: posso tollerare che questo venga detto in una classe della scuola del mio Paese?
Ho il vomito e non riesco a sopportare che mio figlio pianga stasera.

domenica 27 aprile 2008

huevos (in)haminados

Cominciamo dalla ricetta più semplice, anche se richiede più pazienza. Los heuvos haminados o inhaminados sono un modo di preparare le uova comune a tutto il mondo sefardita e vengono buone in molteplici occasioni - praticamente in ogni caso si debba presentare delle uova sode e lo si voglia fare in modo un po' originale. In ogni caso sono particolarmente adatte per il seder di Pesach, la cui cena dalle mie parti comincia appunto mangiando delle uova sode (non intere, bar minan!) per sostituire le ormai dilaganti uova a barchetta con la maionese.

Ingredienti:
un uovo a testa (o più, a piacere)

un cospicuo numero di bucce di cipolle rosse o fondi di tè e caffè


Si mettono le bucce di cipolla (o i fondi di tè e caffè) insieme alle uova in un pentolino con acqua e si porta a bollore. Poi si abbassa la fiamma, si copre e si lascia cuocere il tutto per tre ore almeno. Se uno ha pazienza più cuociono meglio è, anche tutta la notte. I gusci alla fine prenderanno un colore rosso o marrone a secondo di che cosa si utilizza. Le si serve ovviamente ancora con il loro guscio.


Un distinguo fondamentale è se le uova sono colorate solo fuori o se anche l'albume ha assunto una certa colorazione. La qual cosa, a detta di molti, è causa di interminabili dissidi attorno al desco familiare.

sabato 26 aprile 2008

sfide interculturali


Questa settimana di Pesach è stata davvero diversa da tutte le altre.
A parte che mi fa strano che il nostro piccolo cominci a dormire tutta la notte e ho sempre paura che si sia sentito male.
A parte che mi ha fatto assai strano fare la nostra spesa per Pesach non pensando di dover sfamare un reggimento al Polo nord, lontano migliaia di chilometri dal primo buco di negozio adatto alla festa, ma sapendo che se mi mancava qualcosa potevo scendere al supermercato vicino casa e trovare tutto quello che mi serviva perfettamente kasher le-Pesach.
A parte che mi fa molto strano che oggi sia il 25 aprile e ancora non ho sentito una banda suonare (stonare) "Bella ciao".
A parte che mi fa ancora più strano che Pesach duri 7 giorni e non 8 - scherzi giocati dai tanti anni passati nella diaspora: si dice che sia stato più duro fare uscire l'Egitto dagli ebrei che gli ebrei dall'Egitto...
A parte tutto ciò, stasera, ultima sera di Pesach, mi aspetta una ultima stranezza. La più strana di tutte. Abbiamo invitato a cena alcuni amici israeliani e americani e ovviamente mi hanno pregato in ginocchio di fare qualcosa di italiano. E fin qui, direte, dove è il problema? Forse cucinare per sei persone con un bimbo piccolo, ma in fondo basta organizzarsi un po'...
Il problema è che questi sono ashkenazim! Nu? direte.
Ok, partiamo dal primcipio. A Pesach non si mangiano cibi lievitati, giusto? Ma l'identificazione dl lievitante e del lievitato varia a secondo dei costumi. Alcuni ad esempio non mangiano farina in assoluto se non nelle matzot e nella farina di matzot (e non sanno che cosa si perdono). Passi anche che altri non mangino il riso, perché comunque è un cereale. Ma ora mi si spieghi perchè non si potrebbero mangiare i pinoli! Incomprensioni intra-culturali, si possono chiamare - credo.
E questo fanno gli ashkenaziti: non mangiano kitniot, dal riso alle mandorle, dai piselli ai pinoli. Come conciliare queste visioni in un solo piatto è cosa talmente rilevante che anche i rabbini ne hanno discusso, nel caso in cui ci sia una coppia "mista". Se la moglie è ashkenazita non si mangiano kitniot in assoluto, se la moglie è sefardita lei può comunque cucinarli e mangiarli. Ad ogni modo, al di là di mettere in luce ancora una volta chi comanda in casa, anche i rabbini non mi sono di aiuto per risolvere il mio problema per stasera. Non voglio certo passare delle ore in cucina e poi trovarmi degli ospiti che mi mangiano solo l'insalata.
Infatti preparare qualcosa di kasher italiano (italiano-sefardita nel mio caso) per degli ashkenaziti a Pesach è davvero un problema. Sto facendo i salti mortali.
Per gli antipasti riesco può ancora a cavarmela: huevos haminados, melanzane in aceto, e qualche insalatina all'israeliana per riempire.
Per il piatto forte ho fatto il tortino di azzime con ragù e verdure (ma levando i piselli) e ancora mi salvo.
Ma di dolce che gli faccio? Sto spasmodicamente cercando tra i libri di cucina e non trovo nulla a parte la pasta reale, visto che le meringhe non sono il mio forte. Uff. Mi sa che mi ridurrò ad una macedonia di frutta... Se a qualcuno viene una idea, mi scriva prima delle tre, per favore!
PS: per chi fosse curioso, appena ho un po' di tempo, passato "san spaghetto", scrivo le ricettine di cui sopra.

qualche suggerimento

Qualche suggerimento per gustarsi nel modo migliore le ultime matzot.