giovedì 22 marzo 2007

Zuccherini di Pasqua

Quella che segue non è la mia ricetta casalinga di biscottini di Pesach, ma una ricetta presa da: La cucina nella tradizione ebraica, a cura di Giuliana Ascoli Vitali-Norsa, pubblicato da Giuntina.
Nel capitolo Dolci di Pesach, p. 367 troviamo:

Zuccherini di Pasqua n. 2 (Veronesi)
Ingredienti:
3 uova
200 gr. di zucchero a velo
500 gr. di farina cascer le Pesach
12 cucchiai di olio d'oliva
20 gr. di anicini
un pizzico di sale
scorza di limone grattugiata
Sbattete a lungo le uova intiere con lo zucchero, poi aggiungete il sale e l'olio e, da ultimo, piano piano, la farina e gli anicini. Lasciate riposare per almeno un'ora. Questo di lasciar riposare l'impasto è una precauzione necessaria perché altrimenti il composto risulta troppo morbido. Ungete il marmo con poco olio e con le mani unte fate gli zuccherini a forma di S
Cuocete in forno caldo per 10 minuti circa.

Li consiglio in particolare ad alcuni rabbini italiani, ma sono buoni per tutti.

domenica 18 marzo 2007

pulizie di Pesach

Forse non tutti i lettori di questo blog possono capire il problema.
Ma vi assicuro che le pulizie di Pesach sono un grosso problema che incombe su milioni di famiglie nel mondo.
Entro due settimane pane, pasta, torte lievitate, pizza, birra, piatti e posate normali, pentole normali, etc. etc. lasceranno le cucine delle case ebraiche, e in una sorta di annuale transumanza raggiungeranno lo sgabuzzino, la cantina o la soffitta. In cambio saremo invasi da matzot (pane azzimo), matzot al vino, matzot all'arancia, matzot all'uovo, matzot zuccherate, matzot al cioccolato, etc. etc. Vabbè, non la facciamo tragica! Vengono anche tante altre cose buone: la frittata dolce di azzime è una delle leccornie per le quali potrei fare follie.
Comunque c'è già sommovimento. Prima di tutto bisogna pulire tutto il pulibile e buttare via tutte le cose lievitate, lievitanti e lievitabili. A cominciare dalle briciole dell'ultima colazione che avete fatto a letto sabato mattina scorso e che immancabilmente si sono infilate tra il materasso e le doghe del letto, nonchè quelle finite dietro il divano dopo la pizza che vi siete mangiati l'altra sera sul divano guardando "Che tempo che fa".
Insomma Pesach si avvicina. Le pulizie incombono.
Per favore, non facciamoci prendere la mano!

mercoledì 14 marzo 2007

miss, mia cara miss

Ieri sera è stata incoronata Miss Israele 2007: Liran Kohner.
Liran è drusa. E oltre a essere in procinto per partire per la tzavà (la leva militare), ha dovuto resistere ad una forte opposizione da parte di una parte della popolazione drusa che si opponeva ad una carriera così "sconveniente" per una ragazza "delle loro". I Drusi infatti sono arabi, che hanno una religione esoterica nata nel XI secolo da una scissione nell’Islam sciita. In Israele vivono soprattutto nel Galil (nel nord), vicino al monte Carmel.
Comunque mazal tov alla nuova Miss!

Tanto ci riconoscono

Madonam madonenu, quant'è grande l'olam! Si dice dalle mie parti.
E io che pensavo che in fin dei conti a scuola un insegnante di "scienze umane" un po' di umanità ne capisse...
Vi faccio un esempio. Voi siete meridionali. Vi trovate davanti a un collega leghista, che passa le giornate a dire che i meridionali sono tutti mafiosi, che vengono a rubare il posto di lavoro alla operosa gente del nord e che certo forse la Padania come Stato indipendente magari è un'idea eccessiva, però in fondo anche i meridionali fanno di tutto per istigare i padani alla secessione. Il tutto ovviamente senza capire assolutamente che voi siete meridionali. Che cosa fate?
a) vi incavolate
b) vi mettete a ridere
c) tacete
d) provate a fargli cambiare idea
Quando poi il collega, che non sa che sei ebrea, si mette a dire che Hitler ha esagerato perché "come si fa a uccidere dei bambini?", ma insomma un po' di ragione ce l'aveva. E poi ti attacca con la predica ("perché forse tu non lo sai...") che gli ebrei fanno di tutto per restare isolati, hanno sempre le loro leggi rigide, si sposano tra di loro, non accettano nessuno, si aiutano tra di loro e basta, ecc. Che cosa fate?
a) vi sfogate con la vostra yiddish mame
b) pensate: ma magari!
c) vi andate a mangiare un panino col falafel al take away kasher
d) progettate con il collega un laboratorio sui pregiudizi
Aspetto consigli, perché io una risposta non l'ho ancora trovata e sono due giorni che ci penso!

domenica 11 marzo 2007

Purim

Domenica scorsa, il 4 marzo, ossia il 14 di Adar, è stato Purim.
Sarà per l'affinità tra lo spirito del Carnevale e Purim. Sarà perché a Carnevale e a Purim si deve bere: tanto fino a che non si riconosce più il vero dal falso. Sarà perché si mangiano le stesse cose chiamandole con nomi diversi: cenci e orecchie di Amman. Sarà perché ci si maschera comunque. Non lo so. Fatto sta che a me Purim piace almeno quanto Carnevale. Anzi quando come quest'anno capita subito dopo Carnevale è un bel prolungamento!
Di per sé la storia della festa non comincia in modo allegro e forse qualche pacifista potrebbe pure dire che neanche la fine è così allegra. Solo che secondo me chi la pensa così manca di senso di ironia. Allora provo a raccontarvi perché noi ebrei festeggiamo Purim. Mi ispiro molto liberamente al libro di Ester.

Mr. Achashverosh è un riccone, di quelli con le mani in pasta in politica. Come tanti ricconi non è una persona - come si suol dire - sentimentalemente felice. La moglie, Vashtì, è di quelle che quando vengono ospiti a casa sbuffa sempre: "eh mi tocca cucinare, e poi mi sporcano tutta casa". Anche se ovviamente lei non tocca un piatto: ci pensa la colf. Insomma un matrimonio in crisi.
Come spesso succede in questi casi, il marito comincia a guardarsi intorno: veline, ex-fidanzate di calciatori... E così in uno dei suoi mega-party Achashverosh incontra Ester. Bella, bellissima, la Miss dell'anno. La ragazza è sponsorizzata dallo zio, Mordechai, un tipo un po' maneggione, ma alla fin fine un brav'uomo, uno di quelli che per la famiglia farebbero tutto. Lo zio cerca di aiutarla a farsi strada e preoccupato del suo futuro gli dice: "Guarda che è meglio se non fai tanti nomi, lascia stare che sei ebrea. Insomma voglio dire anche Fabrizio Frizzi mica va a dirlo in giro".
Un giorno però uno della cerchia di Achashverosh, Mr. Amman, ha a che ridire con Mordechai. A dire il vero una roba da nulla, di quelle sul tipo: "Lei non sa chi sono io". Amman però se la lega al dito. Ma siccome non è uno che fa le cose a metà e poi si sa che in certi ambienti vince chi la spara più grossa, dice a Achashverosh non solo che Mordechai gli ha fatto uno spregio, ma anche che tutta la sua famiglia, anzi tutti gli ebrei, in realtà hanno offeso lui perché tramano contro Achashverosh. Morale della favola convince Achashverosh (che a dire il vero di politica non ne aveva mai capito un granché) a fare kaput a Mordechai, a tutta la sua famiglia e a tutti gli ebrei e decidono un giorno a caso.
Saputa la cosa, Mordechai, che proprio un cuor di leone non era, comincia a rompere le scatole alla nipote: "E guarda che poi mi fanno fuori. E poi se mi fanno fuori me tu come fai. Non sperare che non viene fuori che sei mia parente!". Però a parte la strizza blu non è che abbia grandi idee. Ester però sì. Chi dice che tutte le belle ragazze sono stupide? Prima convince Achashverosh a invitare a una cena privata alla villa Amman, poi durante la cena mette su una scenetta che convince Achashverosh che Amman ci sta a prova' con lei. Achashverosh ci casca e si convince che Amman lo ha raggirato in tutta la vicenda.
Solo che però ormai il decreto legge è già stato firmato: l'ordine di far fuori Mordechai, famiglia e ebrei tutti è già partito. Allora Achashverosh per prima cosa fa kaputt a Amman e a tutta la sua famiglia e poi fa nottetempo un consiglio dei ministri per un nuovo decreto legge: gli ebrei si possono difendere da chi si provi a fare kaputt a loro.

Le sorti si sono rovesciate: il pianto diventa riso, le vittime predestinate diventano forti.
E soprattutto, cosa non così lontana dal vero, si svela che il gentil sesso non è poi tanto debole.

P.S. Nella foto Rana Raslan, Miss Israele 1999, la prima Miss araba israeliana.