mercoledì 14 marzo 2007

Tanto ci riconoscono

Madonam madonenu, quant'è grande l'olam! Si dice dalle mie parti.
E io che pensavo che in fin dei conti a scuola un insegnante di "scienze umane" un po' di umanità ne capisse...
Vi faccio un esempio. Voi siete meridionali. Vi trovate davanti a un collega leghista, che passa le giornate a dire che i meridionali sono tutti mafiosi, che vengono a rubare il posto di lavoro alla operosa gente del nord e che certo forse la Padania come Stato indipendente magari è un'idea eccessiva, però in fondo anche i meridionali fanno di tutto per istigare i padani alla secessione. Il tutto ovviamente senza capire assolutamente che voi siete meridionali. Che cosa fate?
a) vi incavolate
b) vi mettete a ridere
c) tacete
d) provate a fargli cambiare idea
Quando poi il collega, che non sa che sei ebrea, si mette a dire che Hitler ha esagerato perché "come si fa a uccidere dei bambini?", ma insomma un po' di ragione ce l'aveva. E poi ti attacca con la predica ("perché forse tu non lo sai...") che gli ebrei fanno di tutto per restare isolati, hanno sempre le loro leggi rigide, si sposano tra di loro, non accettano nessuno, si aiutano tra di loro e basta, ecc. Che cosa fate?
a) vi sfogate con la vostra yiddish mame
b) pensate: ma magari!
c) vi andate a mangiare un panino col falafel al take away kasher
d) progettate con il collega un laboratorio sui pregiudizi
Aspetto consigli, perché io una risposta non l'ho ancora trovata e sono due giorni che ci penso!

domenica 11 marzo 2007

Purim

Domenica scorsa, il 4 marzo, ossia il 14 di Adar, è stato Purim.
Sarà per l'affinità tra lo spirito del Carnevale e Purim. Sarà perché a Carnevale e a Purim si deve bere: tanto fino a che non si riconosce più il vero dal falso. Sarà perché si mangiano le stesse cose chiamandole con nomi diversi: cenci e orecchie di Amman. Sarà perché ci si maschera comunque. Non lo so. Fatto sta che a me Purim piace almeno quanto Carnevale. Anzi quando come quest'anno capita subito dopo Carnevale è un bel prolungamento!
Di per sé la storia della festa non comincia in modo allegro e forse qualche pacifista potrebbe pure dire che neanche la fine è così allegra. Solo che secondo me chi la pensa così manca di senso di ironia. Allora provo a raccontarvi perché noi ebrei festeggiamo Purim. Mi ispiro molto liberamente al libro di Ester.

Mr. Achashverosh è un riccone, di quelli con le mani in pasta in politica. Come tanti ricconi non è una persona - come si suol dire - sentimentalemente felice. La moglie, Vashtì, è di quelle che quando vengono ospiti a casa sbuffa sempre: "eh mi tocca cucinare, e poi mi sporcano tutta casa". Anche se ovviamente lei non tocca un piatto: ci pensa la colf. Insomma un matrimonio in crisi.
Come spesso succede in questi casi, il marito comincia a guardarsi intorno: veline, ex-fidanzate di calciatori... E così in uno dei suoi mega-party Achashverosh incontra Ester. Bella, bellissima, la Miss dell'anno. La ragazza è sponsorizzata dallo zio, Mordechai, un tipo un po' maneggione, ma alla fin fine un brav'uomo, uno di quelli che per la famiglia farebbero tutto. Lo zio cerca di aiutarla a farsi strada e preoccupato del suo futuro gli dice: "Guarda che è meglio se non fai tanti nomi, lascia stare che sei ebrea. Insomma voglio dire anche Fabrizio Frizzi mica va a dirlo in giro".
Un giorno però uno della cerchia di Achashverosh, Mr. Amman, ha a che ridire con Mordechai. A dire il vero una roba da nulla, di quelle sul tipo: "Lei non sa chi sono io". Amman però se la lega al dito. Ma siccome non è uno che fa le cose a metà e poi si sa che in certi ambienti vince chi la spara più grossa, dice a Achashverosh non solo che Mordechai gli ha fatto uno spregio, ma anche che tutta la sua famiglia, anzi tutti gli ebrei, in realtà hanno offeso lui perché tramano contro Achashverosh. Morale della favola convince Achashverosh (che a dire il vero di politica non ne aveva mai capito un granché) a fare kaput a Mordechai, a tutta la sua famiglia e a tutti gli ebrei e decidono un giorno a caso.
Saputa la cosa, Mordechai, che proprio un cuor di leone non era, comincia a rompere le scatole alla nipote: "E guarda che poi mi fanno fuori. E poi se mi fanno fuori me tu come fai. Non sperare che non viene fuori che sei mia parente!". Però a parte la strizza blu non è che abbia grandi idee. Ester però sì. Chi dice che tutte le belle ragazze sono stupide? Prima convince Achashverosh a invitare a una cena privata alla villa Amman, poi durante la cena mette su una scenetta che convince Achashverosh che Amman ci sta a prova' con lei. Achashverosh ci casca e si convince che Amman lo ha raggirato in tutta la vicenda.
Solo che però ormai il decreto legge è già stato firmato: l'ordine di far fuori Mordechai, famiglia e ebrei tutti è già partito. Allora Achashverosh per prima cosa fa kaputt a Amman e a tutta la sua famiglia e poi fa nottetempo un consiglio dei ministri per un nuovo decreto legge: gli ebrei si possono difendere da chi si provi a fare kaputt a loro.

Le sorti si sono rovesciate: il pianto diventa riso, le vittime predestinate diventano forti.
E soprattutto, cosa non così lontana dal vero, si svela che il gentil sesso non è poi tanto debole.

P.S. Nella foto Rana Raslan, Miss Israele 1999, la prima Miss araba israeliana.

lunedì 5 marzo 2007

Potenza della musica

Tutti i viareggini sanno chi era Icilio Sadun: il grande compositore di tante delle musiche del Carnevale di Viareggio (Su la coppa di champagne, Maschereide, Carnevale in primavera e via dicendo). Forse però non tutti sanno che Sadun era ebreo. Non che questo a prescindere sia un merito né tanto meno un demerito. Comunque fatto sta, come nota sempre mia mamma, Viareggio è l'unica città in cui i bambini delle elementari imparano prima delle canzoni "ebreecce" che l'inno nazionale italiano.

A proposito delle sue canzoni, mi viene un ricordo. Mio padre mi ha sempre raccontato la storia di "Carnevale a Viareggio", ovvero, vulgo “Su la coppa di champagne”. La canzone, composta nel 1921, è la prima canzone della storia del Carnevale di Viareggio. Nel 1922, l'avvento del Fascismo e l'assalto da parte di una squadraccia alla sede dei Maestri d'ascia e Calafati, fecero però sì che se ne cominciasse a diffondere la seguente versione antifascista.

I fascisti viareggini, sono eroi, sono guerrieri…
han chiamato i forestieri, per uccidere e incendiar!
Con i camions son venuti, con le bombe ed i pugnali,
per mostrarsi proprio uguali a Tiburzi e Barbablù!
RIT. Hanno incendiato, han devastato,
spargendo ovunque strage e terror!
Ma il viareggino non è cambiato:
bandiera rossa è il suo color!


Fatto sta che un giorno un tizio, visto il solito fascistozzo locale di guardia, si mise a passeggiare avanti e indietro fischiettando "Su la coppa di champagne" o "I fascisti viareggini" - vedete un po' voi. Il fascista in questione insospettito gli disse di piantarla, ma l'altro rispose che stava solo fischiando una canzone del carnevale. Il fascista non la prese bene e s'adontò alquanto. E borbottando se ne andò dicendo che però la stava fischiando con le parole sbagliate.

mercoledì 28 febbraio 2007

l'anno prossimo a Viareggio

Carnevale in primavera (Cravache-Sadun)


Il sole spende, color del miele,

Viareggio attende il suo fedele.

Balconi e seni di fiori adorna

per lui che torna da dove chissà!

Oggi dentro la città corre gente di ogni età.

Ridon tutti: ma le ragazze sembrano pazze.

Chi le tiene? L’innamorato viene!

Vanno tutte incontro a te,

forte, bello, re dei re,

Carneval! Carneval!

Come l’amore immortal!


Saran bizzarri, saran grotteschi

i nuovi carri, i nuovi affreschi,

ed al veglione di due colori

verrai di fuori in gran quantità.

Oggi dentro la città ecc…


Un Carnevale così giocondo

non ha l’eguale in tutto il mondo,

di là dei mari, di là dai monti

son tutti pronti per correre qua.

Oggi dentro la città ecc…

Per chi non lo sapesse ancora

Domenica, mézzi, col vento che in piazza Mazzini faceva volare e senza neanche il conforto dello "spettacolo pirotecnico" abbiamo aspettato i verdetti del Carnevale di quest'anno.

Per chi se ne fosse andato via prima delle 6 e mezza, caduto vittima di una influenza fulminante, e non li sapesse ancora, ecco quelli dei carri di I categoria:
1° Alessandro Avanzini "Avanti miei Prodi"
2° Galli-Lebigre-Roger "Si va a mori' e po' si torna"
3° Gionata Francesconi "Vivere"
4° Fabrizio Galli "Il vaso di Pandora"
5°Massimo Breschi "Nel paese delle pisalanche"
6° Renato Verlanti e f.lli Bonetti "Dolce sinfonia"
7° Alfredo Ricci "Mamma mia che roba brutta..."
8° Franco Malfatti "Missione impossibile"
9° Simone Politi e Priscilla Borri "Lo stato di salute del dissenso"

Previsioni pienamente rispettate. Alessandro Avanzini, grande figlio d'arte ha fatto il bis, dopo il gigantesco matador dello scorso anno. La banda Galli-Lebigre-Roger guadagna con un certo merito (vista la pressochè nulla concorrenza) il secondo posto. Ma una domanda sorge spontanea: che ci fa Francesconi in terza posizione?
Non per dare ragione al Galli (Fabrizio), che tutti gli anni ha qualcosa di cui lamentarsi, ma per lo meno il suo era un carro. Non per dare ragione al Tirreno, che si sa i giornalisti hanno sempre qualcosa da ridire, ma è proprio vero il senso di déja vu.
Quello di Francesconi era un palco, riciclato dagli anni scorsi (dai tempi di "Fantastampa") con pochissima cartapesta, una pezzata di fodera di Paris e una compagnia di attori e giocolieri che potevano aspirare al massimo a "Amici" della De Filippi. Come mai è finito così alto in classifica, davanti a carri che, seppure non fantasmagorici, erano perlomeno carri?